Il nostro piccolo contributo può essere determinante.  Con i mutevoli e sempre crescenti modelli di consumo, lo spreco alimentare sta lentamente ma inesorabilmente contribuendo in modo determinante al cambiamento climatico e al riscaldamento globale.

Circa un terzo degli alimenti prodotti nell’anno viene sprecato: 1,3 miliardi di tonnellate di cibo è la quantità che non lascia mai l’azienda agricola, si perde o si rovina durante la distribuzione; o viene gettato via in hotel, negozi di alimentari, ristoranti, scuole o cucine domestiche. (Rapporto sui cambiamenti climatici e sul territorio, IPCC, 2018)

Attualmente, utilizziamo modelli insostenibili per la produzione alimentare, per poi sprecare un terzo del cibo che produciamo, causando danni ambientali ad entrambe le estremità del ciclo produttivo.

Vi è una grande disparità nella disponibilità e nell’accessibilità di questi prodotti alimentari; Il 26% della popolazione mondiale è obesa mentre il 10,5% della popolazione umana soffre di malnutrizione.

Quasi un terzo del prodotto viene scartato anche prima che raggiunga gli scaffali a causa di fattori estetici come forma e colore. Questi fattori, non influiscono sul gusto o sulla qualità del cibo ma solo sulla forma esterione. Dobbiamo acquisire più consapevolezza a questo proposito: una mela non perfetta, ha le stesse proprietà nutrizionali e lo stesso gusto di una mela bellissima.

Nei paesi a medio e alto reddito, i consumatori giocano un ruolo importante sullo spreco alimentare le stime indicano che le famiglie sono responsabili del 53% di tutti gli sprechi alimentari di cibo in Europa e del 47% in Canada.

Dato che lo spreco alimentare è spesso legato a pratiche culturali, non è facile fare una stima generale sui rifiuti domestici, tuttavia ciascuno può valutare il proprio consumo e le proprie pratiche in materia di rifiuti domestici e apportare modifiche per ridurre al massimo gli sprechi.

In che modo: ripensando semplicemente al modo in cui si fanno acquisti o si cucina, comprando solamente quello di cui si ha davvero bisogno, in questo modo dovrebbe essere più facile ridurre la quantità di cibo che sprechiamo e ridurre così il nostro contributo ai cambiamenti climatici. La prevenzione degli sprechi alimentari è il modo più efficace per ridurne l’impatto sul pianeta. Se evitiamo di produrre con colture intensive di sfruttamento del suolo cibo che non mangiamo, possiamo salvare la terra, l’acqua e l’energia che sarebbero state utilizzate per produrlo.

Fonte: Don BOSCO GREEN ALLIANCE leggi l’articolo originale su http://donboscogreen.org/food-waste-climate-change/

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