Misioneros06

      

Quest’anno 36 salesiani sono partiti verso diverse missioni lontano dalle loro case e dalle loro famiglie, per donare se stessi ai giovani e per seguire il cammino che il Signore ha indicato loro.

Il 29 settembre nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino durante la celebrazione eucaristica, il Rettor Maggiore ha consegnato a tutti la croce missionaria, simbolo della loro vocazione, che mostrano con orgoglio.

Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni di loro e l’emozione di quel giorno traspariva dalle loro voci e dai loro occhi. Alla nostra domanda su cosa li ha spinti ad essere missionari ad gentes, ad extra, ad vitam ci hanno risposto con sicurezza che l’amore del Signore li ha guidati nella scelta per il loro futuro e che quello che desiderano è testimoniare la grazia di Dio come don Bosco ha insegnato loro: con gioia e felicità, offrendo ai giovani le stesse opportunità che altri missionari hanno offerto loro.

“Dopo quattro anni di discernimento sulla dimensione missionaria salesiana, ho risposto all'appello missionario del Rettor Maggiore per la 150a spedizione missionaria. La mia nuova e amata terra di missione sarà l'Amazzonia”, dice don Alexandre AKILIMALI un giovane salesiano di 24 anni. “L’Ecuador è un paese totalmente nuovo per me, una cultura molto diversa, alla quale mi avvicinerò con umiltà e semplicità, cercando con coraggio di insegnare la Parola di Dio”.

Il mio desiderio è di partire ed essere con Cristo (Filippesi 1: 23) dice invece Joseph Le Van Nhan, “Ho sentito questa chiamata 4 o 5 anni fa e sono sicuro che Dio voglia che io “esca da me stesso” e diventi missionario, predichi il Vangelo alle persone nel luogo a me destinato nel carisma salesiano. Quando realizzerò pienamente la Volontà di Dio, rimarrò in Lui in felicità, pace e vita eterna (questa è la vita di santo)”.

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