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Lettera di Padre Raymond BAVUMIRAGIYE, salesiano in Burundi

Lettera di Padre Raymond BAVUMIRAGIYE, missionario salesiano in Burundi

Hanno anche loro il diritto fondamentale all’istruzione ma...

Padre Raymond BAVUMIRAGIYE

Mi chiamo Padre Raymond BAVUMIRAGIYE, Salesiano di Don Bosco. Vengo dal Burundi e sto facendo la Specializzazione in Pedagogia per la Scuola e la Formazione Professionale presso la Facoltà di Scienza dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) a Roma.

In questo breve articolo, vorrei raccontare la situazione scolastica dei ragazzi burundesi, i loro problemi con la retta e il materiale scolastico, il collegamento con la mia esperienza personale scolastica nel passato e come è nata la mia iniziativa di condividere con le persone di buona volontà questi problemi dei ragazzi.

In effetti, il Burundi è un piccolo paese al centro dell’Africa. Coloro che lo conoscono bene, sanno che è uno dei paesi di questa zona con tante famiglie con possibilità economiche molto limitate nel soddisfare i bisogni di istruzione dei loro figli. La situazione della “Scuola Elementare” è abbastanza buona, da quando nel 2005 il Governo burundese, nella sua politica della Scolarizzazione Universale progettata per il 2015, ha soppresso le tasse scolastiche per tutti i bambini.

Molto triste è invece la situazione della Scuola Secondaria (cioè Media e Superiore), dove molti alunni sono costretti ad abbandonare la scuola perché non riescono a pagare un totale di circa 80€ all’anno distribuiti tra retta scolastica e materiale scolastico (vestiti, scarpe, lenzuoli, asciugamani, quaderni, penne, sapone, ecc...). Con le esigenze della vita attuale del paese, le necessita di questi alunni potrebbero superare questa somma, ma posso dire che 80 euro è il minimo possibile sufficiente, perché l’accento, secondo me, va messo sulla retta scolastica.

Qui in Italia è difficile per noi capire che un ragazzo può abbandonare la scuola perché non ha trovato questa somma; però affermo che 80€ all’anno non è una roba da poco per coloro che conoscono il Burundi, soprattutto la situazione economica delle famiglie, peggiorata ancora dalla guerra che si è protratta per più di quattordici anni. Molti dei ragazzi non li trovano e tanti di loro si ritirano a metà strada e raggiungono i genitori (per chi li ha ancora) nei lavori dei campi.

Per uno che vive da vicino questa situazione, per chi ha un cuore da educatore, soprattutto un salesiano, non si può non sentire un fremito di rabbia ma anche di simpatia per questi giovani che vedono il loro futuro tagliato alla radice e così finisce il loro diritto fondamentale all’istruzione solo perché nati in un paese che ha innumerevoli limiti economici nelle famiglie.

Sedici anni fa mi trovavo in una situazione quasi simile a quella appena accennata. Nella mia famiglia, eravamo 3 fratelli, tutti studenti. Nel nostro percorso scolastico, mai avevamo avuto il problema della retta scolastica: mio padre riusciva a pagarla sempre senza problemi. Ma durante la guerra civile, come altre famiglie, mio padre si trovò in seria difficoltà a trovare la retta scolastica per 3 figli perché era bloccato nelle sue attività di autofinanziamento.

Mi mancavano solo 4 anni per finire la scuola ma mi trovavo proprio in una situazione seria, con la probabilità del rischio di  abbandonare la scuola. In una situazione del genere, con il futuro non chiaro, che rischiava di gettare la mia vita nell’ombra, nonostante le mie capacità intellettuali sufficienti per affrontare la scuola, il Signore Gesù mi fece incontrare un sacerdote diocesano Don Melchiade Minani e un Padre Salesiano Don Vital MINANI, Direttore del Liceo Don Bosco-Ngozi. Non posso raccontare qui tutto quello che hanno fatto per me, ma in poche parole posso dire che con il loro cuore paterno, compassionevole e tanti sacrifici, hanno preso l’incarico di pagare tutto il resto dei miei studi. Oggi sono salesiano sacerdote, sto studiando anche nella Terra di Don Bosco ma mi sono sempre chiesto come sarebbe stata la mia vita se non ci fosse stato il loro aiuto!!! Comunque quello che hanno fatto per me nei momenti così critici della mia vita è rimasto come un sigillo nel mio cuore.

Nel 2005, sono stato mandato dai miei Superiori a Roma per fare gli Studi di Teologia all’UPS come chierico nella Comunità di Teologia Gerini. Ancora un Evento mai immaginato nella mia vita. Nel 2006, dopo il primo anno di Teologia, non riuscivo a superare l’angoscia che mi faceva al pensare ai migliaia di ragazzi burundesi che continuano a vivere nelle medesime condizioni in cui mi sono trovato in passato, ma senza avere la “chance” che avevo avuto io. Dopo avere espresso il mio stato d’animo nel colloquio con il nostro Ispettore dell’epoca (Don Gian Luigi PUSSINO), egli mi chiese di scrivere un articolo parlando di questa realtà che in seguito fece pubblicare. Tanti l’hanno letto e alcuni, con partecipazione, mi hanno chiamato, altri mi hanno scritto dicendomi di essere pronti ad intervenire. Perciò, a partire da quell’anno, è nato un cerchio di tanti amici che hanno risposto positivamente a questa iniziativa. Non posso nominarli tutti ma sono grato ad ognuno di essi per il prezioso contributo.

Ordinato sacerdote il 11.07.2009 nello stesso Liceo Don Bosco-Ngozi dei salesiani, come ex-allievo della scuola, “oggi sono Salesiano Sacerdote”, “ma mi sono sempre chiesto come sarebbe diventata la mia vita se non ci fossero stati quei miei due carissimi preti”. Per questo motivo, ho scelto come “motto”del mio sacerdozio In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”(Mt 25, 40). L’ho scelto “non solo per ringraziare i miei due carissimi preti” ma anche per questi “amici di cui ho parlato, per tutto quello che hanno fatto per i ragazzi bisognosi del Burundi e un richiamo per tutti coloro che possano rispondere a questa iniziativa, perché la strada da percorrere è ancora lunga e ci si affida solo alla provvidenza per ogni anno”.

Ringrazio il Signore per il passo già fatto fino oggi. Fino adesso abbiamo collaborato con la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO che indica come fare a coloro che si sentono coinvolti da questa iniziativa di buona volontà e desiderano agire. Essa invia l’offerta in AGL (Visitatoria Africa Grandi Laghi) e la Comunità salesiana del Liceo Don Bosco-Ngozi-Burundi gestisce queste offerte secondo le necessità, sia degli alunni del Liceo, sia per gli altri che studiano nelle altre scuole.