bbf41833b752756eb34a4e07961dc06c L Domenico Savio nasce a Riva presso Chieri il 2 Aprile 1842 da una famiglia semplice che gli ha trasmesso i valori della Fede e l’amore per Dio. Il 2 ottobre 1854 incontra Don Bosco che proprio in quel giorno decide di accoglierlo nel suo oratorio a Torino per permettergli di proseguire negli studi. Domenico infatti era un ragazzo di intelligenza vivace e pieno di buona volontà, desideroso di poter mettere la sua vita al servizio del Signore. Quando Don Bosco lo incontra gli dirà in quel loro primo incontro: “mi pare che ci sia buona stoffa” a questa affermazione il giovane Domenico risponderà candidamente: “ Dunque io sono la stoffa, ella ne sia il sarto. Dunque mi prenda con lei e ne faccia un bell’abito per il Signore”.

Nell’oratorio Domenico si distinse subito per la sua bontà, la sua buona volontà e la sua capacità negli studi. Era un ragazzo sempre pronto e disponibile ad aiutare i ragazzi che avevano difficoltà, studiava con loro e li aiutava a colmare le proprie lacune. La domenica dopo la Messa insegnava il catechismo ai bambini più piccoli. Nel 1856 Domenico Savio insieme ai suoi amici più cari in oratorio, Michele Rua, Giovanni Cagliero e Giuseppe Bongiovanni, diedero vita alla “Compagnia dell’Immacolata” una società segreta che con il benestare di Don Bosco, lavorava nell’oratorio per portare armonia e pace tra i ragazzi più vivaci, indicando loro con gentilezza e amorevolezza la strada giusta da seguire. Inoltre si prendevano cura dei nuovi arrivati, cercando di farli sentire a casa e facendo loro capire che lì avrebbero trovato sempre qualcuno che gli volesse bene. Pio XI lo definì “Piccolo, anzi grande gigante dello spirito”. Dichiarato eroe delle virtù cristiane il 9 luglio 1933, il venerabile pontefice Pio XII beatificò Domenico Savio il 5 marzo 1950 e, in seguito al riconoscimento di altri due miracoli avvenuti per sua intercessione, lo canonizzò il 12 giugno 1954. Domenico, quasi quindicenne, divenne così il più giovane santo cattolico non martire. I suoi resti mortali, collocati in un nuovo reliquiario realizzato in occasione del 50° anniversario della canonizzazione, sono venerati nella Basilica torinese di Maria Ausiliatrice. E’ patrono dei pueri cantores, nonché dei chierichetti, entrambe mansioni liturgiche che svolse attivamente. Inoltre è nota la sua speciale protezione nei confronti delle gestanti, tramite “l’abitino”, in ricordo del miracolo con cui il santo salvò la vita di sua madre e della sorellina che doveva nascere. La memoria liturgica del santo è stata fissata al 9 marzo, mentre per la Famiglia Salesiana e per le diocesi piemontesi è stata posta al 6 maggio, in quanto l’anniversario della morte cadrebbe in Quaresima.

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