In Sud Sudan... la via Crucis continua...

E’ ormai quasi del tutto fuori dalle cronache la situazione del Sudan.
Ma - da un’email giunta da Jim Comino, missionario salesiano in Sudan - “per i profughi che da mesi aspettano sulla sabbia del deserto di poter ritornare nei loro villaggi al sud...la via crucis continua …
…speriamo che per la Pasqua porti una nuova vita nel Sud Sudan”.
Per informazioni ulteriori su Jim Comino e sull'operato dei salesiani in Sudan, vi segnaliamo il link alla campagna solidale lanciata dalla Fondazione DON BOSCO NEL MONDO nel Dicembre 2007:
PRODARFUR
Dal Corriere della Sera del 25 Febbraio 2011
Il 26 febbraio è stato l'ottavo anniversario del conflitto in Darfur dove, secondo quanto si legge nel rapporto annuale di "Italians for Darfur", «la situazione negli ultimi mesi è precipitata: si susseguono bombardamenti e attacchi a ridosso dei villaggi del Nord da cui fuggono in migliaia, molti dei quali sono ancora senza assistenza». A causa della rottura dell'accordo di pace del 2006, firmato da una sola fazione dei ribelli, a dicembre scorso sono ripresi i bombardamenti su gran parte della regione, così come evidenziato dalla presidente dell'organizzazione, Antonella Napoli, alla presentazione del Rapporto e del nuovo video della campagna internazionale Sudan 365.
L'ultimo aggiornamento parla di circa 31mila sfollati arrivati a Zamzam Camp provenienti da Shangil Tobaya e dai villaggi coinvolti nei raid aerei del 17 e del 18 febbraio. Testimonianze raccolte da “Italians for Darfur”confermano che le condizioni dei nuovi sfollati sono al limite della sopravvivenza. Non esiste alcun processo per registrare il loro arrivo o fornire loro cibo o tende per il riparo d'emergenza».
Quanto ai colloqui di pace in corso in Qatar, «i mediatori a Doha - ha ricordato la Napoli - hanno consegnato martedì scorso alle parti sudanesi coinvolte nel tavolo negoziale le nuove proposte sulle questioni controverse delle trattative su cui non sono riusciti finora a concordare. Il capo negoziatore Djibril Bassole ha annunciato che sarà presentato un programma di accordo finale entro la fine del mese. La speranza è che non sia l'ennesimo accordo - ha concluso la presidente di Italians for Darfur - destinato a rimanere su carta e che si trasformi in un reale cessate il fuoco».