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QUARESIMA 2011. La via crucis dei profughi in Sudan continua...ma ci sono germogli di resurrezione

QUARESIMA 2011. La via crucis dei profughi in Sudan continua...ma ci sono germogli di resurrezione Sono un missionario salesiano che da vent’anni lavora in Sudan e che sente il dovere di scrivere a proposito della tragica situazione che ha davanti agli occhi. Lo faccio a nome di quanti qui in Sudan non possono parlare di quello che succede, sicuro che anche oggi il Signore fa miracoli se gli porgiamo una mano.

Sono stato in Italia per tre mesi a causa di un forte attacco di malaria e i dottori mi hanno sconsigliato di tornare in Sudan.
Ma ho detto al Signore: “Se guarisco, prometto di tornare in Sudan fra la mia gente!”.
E infatti sono tornato qui in Sudan alla vigilia del Referendum, per paura che bloccassero l’aeroporto a causa degli scontri tra quelli del sud, prevalentemente cristiani, e quelli del nord, musulmani.
Prima delle votazioni il vice presidente degli Stati Uniti, recantosi personalmente in Sudan, ha definito questo Referendum “Una Bomba ad orologeria” che se fosse scoppiata avrebbe provocato un’altra guerra civile con gravissime conseguenze.

Dopo quattordici mesi di difficili trattative, un accordo di pace ha fermato un'eterna guerra civile, andata avanti per oltre 30 anni, nella quale l’odio ed il petrolio hanno spaccato il paese in due, obbligando la gente del sud a scappare al nord e rifugiarsi nei campi profughi, campi in cui manca anche il minimo necessario per una vita umana.

In questi trent’anni i profughi hanno sopportato la discriminazione religiosa, i maltrattamenti, le oppressioni e l’umiliazione di essere trattati, non come persone, ma come esseri di seconda classe. Alcune mamme mi hanno confessato che durante la fuga verso il Nord sono state obbligate a compiere l’inumano gesto di abbandonare sulla strada il bambino più debole per salvare gli altri e poter raggiungere il nord, dove speravano di trovare un pezzo di “Terra promessa”. Ma al contrario, la terra promessa si è rivelata essere solo sabbia rovente del deserto e un pezzo di tela con cui ripararsi dal sole cocente.
Manca tutto. Più del 30% dei bambini muore prima di 5 anni.
Dal Referendum dipendeva il futuro della loro vita. L'unica speranza di poter lasciare questi famigerati campi profughi.

Prima delle votazioni il governo del sud, per assicurarsi la maggioranza dei voti, aveva finanziato il ritorno delle famiglie che vivevano nei campi profughi del nord, di conseguenza moltissime famiglie hanno ceduto la propria abitazione, hanno messo in grandi fagotti quel poco che potevano trasportare al sud, ma dopo le votazioni il governo del sud, pur avendo avuto la vittoria per l’indipendenza con un consenso del 98%, si è dimenticato delle famiglie che da oltre un mese aspettano in pieno deserto un aiuto per ritornare nei loro villaggi al sud.
E’ una situazione peggiore di quella degli Ebrei quando scapparono dall’Egitto. Solo un miracolo più grande di quello che Gesù fece per sfamare tremila persone, può sfamare tante persone.

Giorni fa ho visitato alcuni campi dove la gente aspetta di partire. E' una situazione indescrivibile. Una mamma mi ha afferrato una mano per farmi vedere dove vive. Sotto un pezzo di plastica, insieme ad una decina di persone sdraiate per terra. In un angolo mi fa vedere la figlia di circa venti anni, coperta da pochi stracci. Non è normale, gli stringo la mano, ma lei continua a fissarmi con i suoi occhi spalancati, vicino a lei un uomo ha una tosse talmente forte che senza dubbio ha la tubercolosi. Offro loro qualche aiuto, ma è come una goccia nel mare. Chiedo loro quando partiranno per il sud, mi rispondono “INSHALLAH” (Quando vuole il Signore).

Sempre nello stesso campo, domenica scorsa molte donne cristiane non sono venute a messa perché poche ore prima c'è stata un'incursione della polizia. Hanno trovato alcune donne che facevano l’alcool con i datteri. Per le donne è l’unico mezzo di sopravvivenza. La polizia ha distrutto tutto e poi, per aver trasgredito alla legge islamica, anche se sono cristiane, sono state multate di 150 dollari o, in alterativa, a trascorrere tre mesi in prigione, anche se alcune di esse sono in periodo di allattamento.

Sono appena tornato da una visita nel sud: Juba, Wau, Tonj e Rumbeck. Ho visto con piacere che il Governo del Sud sta sistemando i nuovi arrivati dando loro un pezzo di terra da coltivare. Per raggiungere alcuni villaggi ci vuole fino ad una settimana di viaggio e, se non si viaggia in convoglio, c’è pericolo di essere attaccati dai ribelli e derubati di quel poco che si è riusciti a portare con se.

Ho scritto questo SOS prima della Santa Pasqua perché sono sicuro che Gesù, sofferente per le persone in questa interminabile VIA CRUCIS, anche oggi rinnoverà il miracolo delle moltiplicazione dei pani.

GRAZIE! AUGURO UNA SANTA E FELICE PASQUA PERCHÉ HA FATTO FELICE ALTRI FRATELLI.

Giacomo Comino - Missionario Salesiani in Sudan

Per informazioni ulteriori su Jim Comino e sull'operato dei salesiani in Sudan, vi segnaliamo il link alla campagna solidale lanciata dalla Fondazione DON BOSCO NEL MONDO nel Dicembre 2007: PRODARFUR