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17/06/2010 Padre Sergio ci aggiorna sulla situazione in Guatemala (Guatemala)

17/06/2010 Padre Sergio ci aggiorna sulla situazione in Guatemala Una decina di anni fa Don Giuseppe Corò, che lavorava all’Economato Generale, mi chiese di farmi carico, per Guatemala, di ciò che si chiamava “Programma di Adozione a Distanza”. A poco a poco sono apparse delle persone o famiglie italiane che volevano mandare periodicamente qualche risparmio per i bambini piú poveri del Guatemala. Da parte mia non ho mai cercato nuovi benefattori, ma solo ho accettato quelli che spontaneamente chiedevano di far qualcosa. Tra tutti, una dozzina di persone, che ogni tanto mandano qualcosa, quanto vogliono e quando possono.

I bisogni qui sono infiniti, la povertà è tanta; ma tra tutte le opere significative ho scelto il nostro “Comedor Mamá Margarita” (Refettorio Mamma Margherita), che è una delle molte attività pastorali della Parrocchia salesiana “La Divina Providencia” (in una zona popolare della città di Guatemala). Giornalmente accorrono 110 bambini e bambine, tra i piú poveri (dietro poi ci sono le loro mamme e i numerosi fratellini e sorelline). Lì ricevono abbondante nutrizione, scarpe e vestiti, cure mediche, il necessario per la scuola, viveri per la famiglia, ricreazione, formazione sociale e religiosa; tutto in un ambiente accogliente, sereno, amorevole.
A capo di quest’attività c’è don José Luis Ruiz (un mio compagno spagnolo) e doña Ruth, una bravissima cooperatrice salesiana che fa da vera mamma ai bambini. A ognuno di quei “benefattori” gli assegno uno (o una) di questi bambini; e almeno un paio di volte all’anno (a giugno e a Natale) mando loro qualche notizia dei piccoli, qualche foto, una letterina, una pagella.

Ecco di seguito una di quelle lettere che in questi anni ho mandato agli amici italiani:


"Cari amici e benefattori,

un affettuoso e riconoscente saluto a tutti dal Guatemala!
Ve lo dico subito e sinceramente: non vi scrivo per chiedere soldi (non ne sono capace, anche se ce n’è tanto bisogno), ma per ringraziarvi della vostra bontà. So che anche l’Europa sta passando per momenti difficili (c’è crisi in Grecia, in Spagna, in Ungheria e persino in Italia). E, pur così, voi guardate oltre, a quelli che hanno meno di voi. Grazie di cuore. Ricordate che non vi ho cercato io, ma voi avete cercato un bambino, una bambina, con cui condividere ciò che Dio vi ha dato.
Voi in Italia state per cominciare l’estate e le vacanze. Qui invece siamo a metá dell’anno scolastico, all’inizio dell’epoca delle pioggie. Pioggie torrenziali. Forse avete sentito dei danni che ci ha portato qualche giorno fa “la tormenta Agatha”: 170 morti e 101 dispersi, grandi allagamenti e ingenti perdite nell’agricultura, 22 ponti distrutti e migliaia di case danneggiate, strade interrotte e villaggi rimasti isolati. E cè altro: noi abitiamo in mezzo a enormi vulcani. Il giovedí 27 ci siamo svegliati con un grosso strato di arena nera, lanciata da uno di questi colossi attivi, che ha ricoperto diverse provincie; l’aeroporto è rimasto chiuso per una settimana.
Ma la peggior tormenta è quella umana: l’inarrestabile violenza, la mancanza di lavoro, il tentativo di emigrare negli USA, il narcotraffico, l’incapacità delle forze dell’ordine, la cronica povertà dei più. Ma ci sono anche tante cose belle e persone buone, che ci permettono di sperare e ci danno forza per continuar a seminare semi di civiltà e di Vangelo.
Nel chiasso che qualche mese fa si è alzato in Europa contro i preti, forse vi sarete domandati: come sarà il P. Sergio nel Guatemala? cosa avrà sentito in quei giorni? Beh, state tranquilli: con l’aiuto del Signore ho vissuto questi 48 anni di sacerdozio nel Centro America in forma sempre degna e nobile, contento e riconoscente della vocazione ricevuta, cercando sempre e solo di servire questi popoli nei mille servizi educativi, sociali e religiosi. Ancora faccio scuola (filosofia e greco ai seminaristi), sono il segretario della provincia salesiana del Centroamerica...; ma anzi tutto sono sempre missionario, molto vicino alla gente.
E i nostri (e vostri) bambini del “Refettorio Mamma Margherita”, come stanno? Sono stato proprio oggi pomeriggio in mezzo a loro: sono 106; ma oggi c’erano anche le loro mamme e fratellini, perchè c’era la distribuzione settimanale dei pacchi di viveri. Tutto in un ambiente sereno e accogliente. Doña Ruth, che li tratta con tenerezza di mamma, mi ha raccontato situazioni di grande povertà e bisogno; ma lí, in quell’ambiente, trattati con rispetto e amore, rinasce nei poveri la speranza e la dignità.
Di nuovo grazie. E ricordate che Gesù considera fatto a sè ciò che facciamo per i suoi piccoli fratelli. Un abbraccio."

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