Campagna solidale Libera un bambino soldato
L’ultimo rapporto ufficiale delle Nazioni Unite precisa che oltre 250.000 minori sotto i 18 anni (di cui alcuni sotto i 10 anni) siano ancora coinvolti nei conflitti armati.
In diversi luoghi di guerra come Sri Lanka, Colombia, Sudan, Uganda, Rwanda, Liberia, migliaia di bambini vengono costretti ad arruolarsi, ad uccidere e a commettere brutalità di ogni genere.
Sono centinaia gli operatori salesiani che nel mondo lavorano con ex bambini soldato nei centri di recupero.
«La parte più difficile è tenerli occupati. Arrivano spaesati, confusi, timorosi. La loro diffidenza li fa vivere nell’ansia e li porta a commettere atti di bullismo e vandalismo. Il ricordo della guerra li tormenta, li sveglia nel cuore della notte. Solo se occupati in diverse attività riescono a pensare meno alla vita trascorsa in guerra e a ricominciarne una nuova». Un operatore di un centro di recupero in Colombia
E’ per questo motivo che la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO ha organizzato la campagna solidale Libera un bambino soldato, al fine di sensibilizzare e coinvolgere l’opinione pubblica su questa emergenza e per raccogliere fondi da destinare ai centri di recupero Don Bosco Sri Lanka, che negli ultimi tempi hanno visto crescere vertiginosamente il numero di ragazzi ex combattenti che chiedono aiuto
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LIBERA UN BAMBINO SOLDATO